Non c'è molto da dire, oltre che le altre piattaforme mi hanno rotto, oltre che non riesco a scrivere con un minimo di coerenza se non qui sopra.
La mia vita prossima ai trenta, la mia vita eh, non quella del primo sconosciuto incontrato per strada, di quelli che magari ti domandi "ma cosa farà, dove andrà, ma chi è...?".
Ma cosa dico? Invece no: questa volta lo sconosciuto sono proprio io e dall'altra parte della strada un tipo su una panchina sta fermo, mi fissa e si chiede "ma cosa farà, dove andrà, ma chi è...?".
"Ma chi cerca?"
Il Capitano è in viaggio, forse è tornato già. Mi manca, ma è un vizio che deve passarmi. Sei mesi son lunghi, anche se son solo 4. I miei di mesi son 360... e mi sembran due, ma sei mesi, sei mesi senza sono un'infinità. E mi chiedo se è quasi il caso di mettere in conto che ci sia un dio, perchè se dovesse esserci stavolta mi deve proprio stare a sentire...
...anche oggi è un altro giorno...
:)
Ah, ecco, comunicazione di servizio.
Qualche tempo fa, molto recentemente direi, ho fatto una telefonata. Adesso perchè io abbia fatto quella telefonata non saprei, probabilmente penso sempre che ci sia del bene in fondo alle persone, che si possa convivere in pace con il passato e con quello che rappresenta nel nostro presente.
Pensavo di fare una bella cosa: alla fine mi sentivo abbastanza serena da affrontare un discorso difficile che riguarda un periodo decisamente buio, ma che oramai per me è del tutto superato.
Mai io sopravvaluto sempre le persone...
Adesso, mio caro, so che ogni tanto mi leggi, perchè essendo un pupetto sadico speri che io marcisca all'inferno, nonostante tutto quello che mi hai fatto passare, nonostante quello a cui la vita dovrebbe dire male sei te. Ma vabè, soprassediamo. Io penso di essere una persona abbastanza buona, perdono sempre tutti e stare male con gli altri mi fa vivere brutti momenti, perchè sono particolarmente empatica. Pensavo che un minimo dell'immensa gentilezza e bontà dei tuoi albergasse per qualche meccanismo genetico anche in te. Ma non è così. Invece di ascoltarmi, te la sei ridacchiata, hai pensato "eccola, torna e adesso glielo metto lì" perchè questo sei, un vile un bambino sadico: fortunatamente non lo penso solo io.
Scordati che io ti dia di nuovo questa possibilità. Scordatelo proprio. Non sono la pompetta dell'ego di nessuno. Sono solo Daniela, una persona che ti ha voluto bene al di sopra di se stessa. Ma probabilmente, questo tu non lo hai mai capito.
Adesso puoi anche crepare.
:)
Scegliere non è mai facile, ma a volte non ti è permesso neanche farlo. Ringrazio il fato che mi ha dato una fortuna che, per quanto possa sembrare una sventura, per quanto possa portare con se tormento, mi aiuterà: non oggi, neanche domani. Ma un giorno, un giorno sì.
Adolfo: come mai non li chiami per nome come tutte le mattine ( riferendosi ai bulbi di tulipano dell'anno scorso che ho interrato e che chiamo amorevolmente "i miei pisellotti" )?
Io: stamattina mi girano a elica...
Adolfo: certo che tu sei come il Mibtel...
Io: eh????
Adolfo: La mattina stai ai minimi storici e il pomeriggio te riprendi!
Non amo particolarmente Odilon Redon, soprattutto nei dipinti: insomma, ho detto più volte che in passato mi sono copiosamente drogata di simbolismo e adesso non ne posso più, o quasi... Ormai sono per l'arte contemporanea: figlia del mio tempo, il mio occhio è allenato e più vicino a delle cose piuttosto che a delle altre. Ma le sue litografie sono a dir poco profetiche: in loro c'è tanto novecento, troppo. Sono semplicemente splendide.

L'OCCHIO COME UN PALLONE BIZZARRO SI DIRIGE VERSO L'INFINITO
litografia dalla serie "A Edgar Poe"
![odilon[1]](http://files.splinder.com/bf050b9ccf614f8ce8124a51997ff9ee.jpeg)
GERMINAZIONE
litografia dalla serie "dans le reve"